Cosimo, alias Fabio Elettroni, vive e lavora a Torino, è tra gli artisti sostenuti dal Torino Mad Pride (madpridesito.jimdo.com) ed è tra gli autori valorizzati dal progetto Mai Visti e Altre Storie(www.maivisti.it) a cura di Arteco. A 20 anni si innamora della pittura surrealista e dopo il diploma all’Accademia Albertina, con una tesi sul concetto di superficie nel cinema di Fellini, si mantiene per un certo tempo lavorando come educatore con pazienti psichiatrici, si sposa ed ha una figlia.
Ora, invece, per la maggior parte dei torinesi è soltanto uno “che strilla nei parchi”.
Ha vissuto per diversi anni in strada, ma di recente ha trovato studio e casa presso la Cavallerizza occupata.
Fino alla mostra ad Amantes e alla personale a Rizomi Art Brut, con catalogo a cura di Luca Atzori e Nicola Mazzeo, in pochi sapevano che fosse anche un artista.
È presente a Trailer, collettiva itinerante del progetto Mai Visti e Altre Storie, sin dalla prima tappa del 2014 a InGenio Arte Contemporanea. Ha partecipato a Mi stavo imbattendo nell’infinito e mi sono ritrovato qua, a cura di Beatrice Zanelli e Annalisa Pellino di Arteco per l’occupazione artistica Stare, a cura di Alessia Panfili e Luca Atzori, Palazzo Barolo, 2015 e seguente installazione al Museo Tornielli, Ameno.

È il protagonista di La stocastica un film di Wermir Werner Swarzenfrei.

Nel 2016 è a Palazzo Barolo nella doppia personale: Tramare. Di filo in segno e di luogo in logo con Giustino Caposciutti, a cura di Alessia Panfili e Tea Taramino;  dello stesso anno è il documentario Cosimo del regista Matt Giorelli (www.cinemaitaliano.info/cosimo). Nel 2017 è con i Cervelli medusa nella tripla personale Nel folto del segno, a cura di Roberto Mastroianni , InGenio Arte Contemporanea.

Nel 2018 partecipa alla collettiva Visioni fra cielo e terra: Giorgio Barbero & C, a cura di Tea Taramino e Alessia Panfili, presso la galleria Gliacrobati.